GUIDA ALLA COPA AMERICA: Argentina: squadra, stella e formazione

14.06.2019 17:00 di Samuele Altomare   Vedi letture
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GUIDA ALLA COPA AMERICA: Argentina: squadra, stella e formazione

È un Argentina quasi totalmente rivoluzionata rispetto allo scorso Mondiale quella che vedremo in questa Copa América. L'addio di Jorge Sampaoli e di vari senatori, ha portato all'inizio di un nuovo ciclo con Lionel Scaloni alla guida; vari esordienti, ma ovviamente il fulcro di tutto rimarrà Leo Messi. Al momento la nuova Albiceleste ha raccolto parecchi consensi, vincendo praticamente tutte le amichevoli giocate; fanno eccezione il pareggio con la Colombia, e la sconfitta per 0 a 1 contro il Brasile (giocando comunque una buona partita) e quella per 1 a 3 contro il Venezuela, risultata invece parecchio deludente. Adesso però si passa alle competizioni ufficiali; la Selección non vince un torneo addirittura dal 1993, quando vinse proprio il massimo torneo sudamericano in Ecuador. In generale gli argentini hanno vinto la Copa América per 14 volte, una in meno dell'Uruguay. Questi numeri, a cui si aggiungono le ultime due sconfitte in finale della Copa patite entrambe ai rigori per mano del Cile e il deludente Mondiale russo dello scorso anno, hanno generato  nell'Albiceleste una clamorosa voglia di rivincita: sarà questo il loro anno? Il primo varco da superare sarà ovviamente la fase a gironi: gruppo B contro la sempre temibile Colombia, il Paraguay di Berizzo, e l'ospite Qatar.

CONVOCAZIONI- Per capire bene le convocazioni dell'Argentina e l'aria rivoluzionaria, direi che bastano pochi dati. Ben 12 giocatori non hanno raggiunto ancora le 10 presenze con la Nazionale maggiore, e tra gli altri solo 5 hanno superato invece le 20 partite giocate (Funes Mori, Otamendi, Agüero, Di Maria e ovviamente Messi). Scaloni si è comunque fidato di gran parte dei giocatori che lo hanno accompagnato nelle convocazioni; gli unici ballottaggi riguardavano la porta, dove è rimasto fuori Juan Musso dell'Udinese, e l'attacco, dove non sono stati chiamati per esempio due Mauro Icardi e Darío Benedetto. Sorprende la convocazione di Matías Suárez: attaccante di grande movimento del River Plate, le sue caratteristiche potrebbero rivelarsi comunque utili. A centrocampo invece il giovane Exequiel Palacios, talento anch'egli in forza ai Millonarios, ha dovuto dare forfait all'ultimo: al suo posto ci sarà Guido Pizarro, centrocampista del Tigres. Gli "italiani" presenti sono invece Germán Pezzella, che guiderà la difesa, Rodrigo De Paul, trascinatore e protagonista nella salvezza dell'Udinese, oltre ovviamente a Paulo Dybala e Lautaro Martínez. Soprende forse l'esclusione del Tucu Correa.

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STELLA- Qui rischiamo di cadere nell'ovvio, ma non possiamo fare altrimenti. Il fulcro, il leader e il capitano di questa Albiceleste è uno solo: Lionel Messi. La Pulga, ormai 31 anni, ha dichiarato di voler vincere un trofeo con la sua Nazionale prima del ritiro, ma ha allo stesso tempo detto che comunque la Sele non partirà favorita. Allo stesso tempo, non ci possono non essere alte aspettative su una squadra che può vantare un giocatore del genere; deluso anche dalla stagione con il Barcellona (chiusa con il solo trionfo in campionato ma con le sconfitte in semifinale di Champions e finale di Copa del Rey), Leo è il recordman di reti con l'Argentina e a meno 17 presenze dal primatista Javier Zanetti. Un trofeo potrebbe far tacere tutte le critiche sul suo conto e sul suo rendimento per qualcuno "non all'altezza" con la Nazionale. Messi, è pronto.

GIOVANE DA SEGUIRE- C'è Lautaro Martínez, volendo anche Foyth o Saravia (25 anni ma in rampa di lancio). Invece no; il vero giocatore da seguire qui è Giovani Lo Celso. 23 anni, il giocatore cresciuto nel Rosario Central si era trovato molto chiuso nella sua prima esperienza europa al Paris Saint Germain; pertanto, quest'ultima stagione l'ha vissuta in Spagna, al Betis Siviglia. Risultato? Stagione in cui sono arrivati ben 16 gol e 6 assist in tutte le competizioni, e riscatto di 25 milioni pagato dai Béticos. Nonostante ciò, il futuro in Liga è tutt'altro che scontato: mezza Europa è sulle sue tracce, il Tottenham pare abbia offerto per lui ben 60 milioni di euro. Il Mono per la sua classe e la sua inventiva sarà il leader tecnico del centrocampo Albiceleste, e il valore del suo cartellino potrebbe ulteriormente impennare.

COMMISSARIO TECNICO- Inizialmente nominato ad interim con l'appoggio di Pablo Aimar, Lionel Scaloni si è guadagnato la sua conferma per la sua grande intraprendenza, in particolar modo nel ricambio generazionale. Tantissimi esordienti, e in generale un buon gioco; l'ex terzino di Lazio e Atalanta, ora che ha anche un fenomeno come Messi (tornato dopo la pausa) può tentare di andarsi a prendere il suo primo titolo da allenatore. Prima di questa importante panchina, Scaloni non aveva mai vissuto esperienze da primo allenatore, ma aveva fatto parte dello staff di Sampaoli sia al Siviglia che nella stessa Albiceleste. La prova del 9 per il 41enne sarà questa Copa América.

FORMAZIONE- (4-2-3-1) Armani; Saravia, Otamendi, Pezzella, Tagliafico; G. Rodríguez (Pereyra/De Paul), Paredes; Messi, Lo Celso, Di María; Agüero. (In caso di uno tra Pereyra e De Paul titolari al posto di Guido Rodríguez, Lo Celso si abbasserebbe accanto a Paredes)

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