Copa Libertadores, ci siamo, si passa ai fatti: la presentazione della leggendaria finalissima

10.11.2018 12:00 di Samuele Altomare   Vedi letture
Copa Libertadores, ci siamo, si passa ai fatti: la presentazione della leggendaria finalissima

57 edizioni di Copa Libertadores. Mai una finale tra due club argentini, figurarsi tra queste odiate rivali; mai l'occasione di vedere questo meraviglioso incontro in finale, nelle sempre clamorose cornici della Bombonera e del Monumental. Questa era l'ultima occasione per poterlo vedere, l'ultima edizione con la doppia finale di andata e ritorno prima della data unica. Non si sbaglia mai dicendo che l'epica e la mistica in questo continente hanno un sapore diverso. E questa è l'ennesima dimostrazione. Anche i "profani" hanno capito l'importanza di questa partita. La più importante del secolo? Una delle più importanti della storia? Fidatevi, è così. Perché si affronteranno due ideologie completamente diverse. Una vittoria che rimarrà nella storia per i prossimi secoli, gli sconfitti che realmente saranno trattati come tali per l'eternità. Comunque sia, ora si passa i fatti. Di parole, in settimana, ne sono state dette tante, troppe. Oggi, si passa ai fatti. Oggi sarà il campo a dire alla sua. Oggi, alle 20, alla Bombonera, si scriveranno i primi 90 minuti di storia. Per scoprire chi nella storia ci rimarrà come un eterno vincitore o come un eterno perdente. Boca Juniors-River Plate.

Arbitro: l'arbitro sarà il cileno Roberto Tobar, con al VAR il connazionale Julio Bascuñán e il peruviano Diego Haro come quarto uomo. E anche qui c'è una mezza storia da raccontare, riguardante il direttore di gara. Nel 2012 venne infatti coinvolto in Cile in uno scandalo: Tobar partecipava infatti insieme ad altri arbitri, con il dirigente (ed ex arbitro) Mario Sánchez a un Club di Poker. Questo "evento", andato avanti per oltre due anni, prevedeva scommesse illecite, contornate dalla presenza di alcool e droga; inoltre, l'arbitro che perdeva andava a dirigere una partita dalla scarsa importanza. In ogni caso a seguito di quest'evento, dopo una squalifica di ben 8 mesi, Tobar ha avuto modo di vincere il premio come miglior fischietto cileno nel 2013 e nel 2014.

Gli ultimi precedenti: gli ultimi precedenti premiano la Banda. Con due protagonisti in particolare, dal dente parecchio avvelenato contro gli Xeneize. Stiamo parlando di Gonzalo Martínez, per tutti El Pity, e di Ignacio Scocco, per tutti Nacho. Entrambi sono stati infatti i marcatori degli ultimi due match vinti dal River (entrambi per 0-2), nella Supercopa a Mendoza e successivamente nell'incontro di Superliga della Bombonera. Anche nell'incontro precedente a questi troviamo una vittoria dei Millonarios (1-0 nel Torneo de Verano con gol di Rafael Santos Borré), mentre per andare a ritrovare l'ultima vittoria Azul y Oro dobbiamo tornare al 5 novembre 2017: successo al Monumental grazie a Cardona e Nández, con il gol del senatore Leo Ponzio nel mezzo.

Qui Boca Juniors: iniziamo dai padroni di casa. Come abbiamo già detto varie volte, nelle precedenti presentazioni, questa Libertadores sarebbe il perfetto coronamento di un grande ciclo, che molto probabilmente si concluderà alla fine del semestre. Indipendentemente dal risultato della doppia sfida, sono molti a dare Guillermo Barros Schelotto pronto all'addio. E probabilmente non sarà l'unico. In Superliga, che chiaramente con il raggiungimento della finale di Copa ha assunto un ruolo più che marginale nelle teste Xeneize, il Boca si trova in un modesto sesto posto. Con le "seconde linee", se così le vogliamo chiamare, la settimana scorsa è arrivato un successo per 4-1 contro il Tigre. Marcatori (e solo leggendoli capirete il perché "seconde linee" è tra le virgolette) Cardona, Buffarini e Carlos Tévez con una doppietta. Proprio quel Tévez che tiene a questo match forse in un modo anche superiore ad una buona parte dei suoi compagni (se non ne siete convinti cercate su Youtube "gallinita Tévez"), ma che almeno inizialmente se la gusterà dalla panchina. Capitolo formazione. In porta toccherà ancora una volta ad Agustín Rossi, con Lampe in panchina. Sulla via del ritorno Esteban Andrada, che secondo i media argentini riprenderà il suo posto da titolare già nel match di ritorno (e forse precedentemente in Superliga). Zero dubbi in difesa, dove saranno protagonisti i soliti Jara, Izquierdoz, Magallán e Olaza. A centrocampo presente ovviamente Nahitan Nández, che (come l'avversario Mayada) non sono stati convocati da Tabarez con l'Uruguay e Wilmar Barrios, recentemente accostato al Real Madrid come possibile vice Casemiro. Il terzo centrocampista dovrebbe essere Pablo Pérez, nonostante i problemi fisici che stanno lo stanno rallentando in questi giorni. Se non dovesse farcela (caso molto difficile visto il temperamento dell'ex Málaga), pronti o la classe e l'esperienza di Fernando Gago, o il talentuosissimo pibe (classe 2000) Agustín Almendra. In attacco, oltre a Pavón e al colombiano Villa (che eccezionale rendimento ha ormai ormai conquistato il posto da titolare), ballottaggio tra Wanchope Ábila e Darío Benedetto. Come nelle semifinali il favorito sembra però essere l'ex Huracán, con il Pipa pronto a subentrare (e fare la differenza, come fatto in maniera clamorosa contro il Palmeiras). Sembra essere costretto a partire nuovamente dalla panchina anche un altro crack come Mauro Zárate.

Qui River Plate: 8 titoli complessivi, 5 internazionali negli ultimi 4 anni. L'era Gallardo è sinonimo ormai di un periodo d'oro per il River Plate. E coronarla con una (un'altra, dopo quella del 2015) Libertadores, contro gli odiati rivali del Boca sarebbe il massimo. Non sarà possibile farlo con il Muñeco in panchina, cosa impossibile anche al ritorno. Già perché l'allenatore, squalificato nella semifinale di ritorno contro il Grêmio, ha tentato all'intervallo di entrare negli spogliatoi. Smascherato, è stato squalificato per 4 partite (oltre ad una multa). Capitolo Superliga, stesso discorso fatto con il Boca. I Millonarios sono al momento al decimo posto causa il turnover per gli impegni di Copa; ciò è stato dimostrato anche la settimana scorsa, quando è arrivata una sconfitta sul campo dell'Estudiantes per via dell'autogol di Nacho Fernández. Gallardo (e da più vicino, almeno per domani, il suo vice Biscay) schiererà il solito 4-4-2 asimmetrico (o 4-3-1-2) fonte delle fortune della Banda. In porta intoccabile Franco Armani, che si sta ormai distinguendo da parecchio tempo come uno dei migliori portieri al mondo. Nessun dubbio neanche per i 4 difesa, con Montiel (grande cercato da big europee) a destra, due sceriffi come Jonathan Maidana e Javier Pinola al centro, e Casco a sinistra. Attenzione a Maidana, per il quale sarà una partita ancora più speciale, visto che è un ex: già, Jony è cresciuto negli Xeneize prima di andare in Europa al Metalist (meta non così fortunosa) e di tornare in Argentina prima al Banfield e poi al River, affermandosi come centrale di altissimo livello. Come "cinco" mancherà Leo Ponzio, infortunatosi contro il Grêmio a Porto Alegre, ed è corsa a due per sostituirlo tra l'ex Verona Bruno Zuculini e Ignacio Fernández. Le due mezzeali dovrebbero essere Enzo Pérez, nuovamente titolare in Copa, e colui che questo posto glielo aveva tolto, il nuovo potenziale fenomeno Exequiel Palacios, che ha riflettori puntati sopra. Come trequartista/esterno sinistro spazio al Pity Martínez, che dovrebbe vincere il solito ballottaggio con Quintero. In attacco, oltre all'ormai intoccabile Rafael Santos Borré, ci sarà uno tra Lucas Pratto e Nacho Scocco. Il favorito sembra essere il primo, che tra l'altro è un ex proprio come Maidana. Attenzione ai cartellini, visto che il River ha praticamente mezza squadra diffidata, centrali compresi: sono a rischio ritorno Maidana, Pinola, Borré, Pratto, Enzo Pérez e il Pity.