Copa Libertadores, River-Boca: proviamo a ricostruire la situazione

25.11.2018 13:00 di Samuele Altomare  articolo letto 76 volte
Copa Libertadores, River-Boca: proviamo a ricostruire la situazione

Come ben sapete, ieri alle 21 italiane (17 ora locale) si sarebbe dovuto giocare il ritorno di River Plate-Boca Juniors, finalissima di Copa Libertadores, nell'Estadio Antonio Vespucio Liberti, El Monumental. L'impianto di Núñez si era già quasi riempito totalmente (le porte erano aperte già dalle 17), fino a poco prima delle 20, quando il bus Xeneize è arrivato nei pressi dello stadio. Subito alcuni tifosi Millonarios hanno gettato di tutto contro il pullman in arrivo (sassi, accendini e gas urticante), che hanno rotto gran parte dei vetri, facendo male ad alcuni giocatori e rischiando di colpire anche l'autista. Com'era prevedibile, successivamente a questo gesto fuori dallo stadio è scoppiato ulteriormente il putiferio. Guerriglia con la polizia (che ha tirato proiettili di gomma), auto parcheggiate nei pressi dello stadio distrutte, e ci sono anche testimonianze di attacchi contro i tifosi che uscivano dallo stadio, per rubare loro il biglietto del match. Vergognoso.

E i giocatori? Il primo video circolato in rete è quello dei tesserati del Boca Juniors che entravano nello stadio: diversi con difficoltà respiratorie e attacchi di vomito, Tévez che tossiva, Benedetto che parla subito del gas pimienta, Buffarini che tira un calcio alla porta dello spogliatoio, un Nahitán Nández parecchio nervoso che insultava tutti. Due giocatori, il capitano Pablo Pérez e il giovane Gonzalo Lamardo sono stati anche trasportati in ospedale per delle lesioni alla cornea. Ma quindi che si fa? Si gioca? Non si gioca? E qui arriviamo alle enormi falle della CONMEBOL, ma attenzione, anche della FIFA. Vi è un primo incontro tra Daniel Angelici (presidente Boca), Alejandro Domínguez (CONMEBOL) e Rodolfo D'Onofrio (River). Gli Xeneize ovviamente non vogliono giocare. Arriverà però un semplice rinvio, per far si che la gara iniziasse alle 21. A questo ne seguirà un altro, alle 22:20. E poi alle 23:15. Nel mezzo la situazione è tutt'altro che chiara: gli ospiti si rifiutano di scendere in campo, la FIFA (e questa è una delle scene peggiori) minaccia il Boca di squalifica se si fosse rifiutato di giocare. Ma, come ammesso anche dalla Banda, nelle interviste del Muñeco Gallardo (che è stato uno dei primi a dire di non giocare) e di D'Onofrio, non c'erano le condizione né fisiche né mentali per disputare la gara. Finalmente, in quello che Domínguez ha definito "un patto tra cavalieri", la partita viene rinviata di un giorno. Da segnalare le successive, fortissime, dichiarazioni dei giocatori: non poteva mancare Carlitos Tévez, simbolo del Boca, che ha detto che "ci vogliono obbligare a giocare. Credo che stiano facendo pressione anche ai medici per far giocare la gara. Inoltre, nessun giocatore del River è venuto a chiederci come stesso. Se fosse successo a noi, la Copa sarebbe già stata assegnata al River" (evidente riferimento a ciò che successe nel 2015, ma di questo ne parliamo dopo). Anche Darío Benedetto non usa giri di parole, dicendo "che diano direttamente la coppa al River, visto che ha tanto peso nella CONMEBOL".

E ora? Come detto la decisione finale è stata quella di rinviare la gara oggi, sempre alle 21. Le prime voci parlavano della gara giocata in un altro stadio, o al massimo comunque al Monumental a porte chiuse. Insomma, una tristezza, ma le motivazioni c'erano. Invece, alla fine sembra che si giocherà regolarmente al Monumental e regolarmente con i tifosi (il River Plate con un comunicato ha consigliato ai tifosi di conservare il biglietto). Ma attenzione. Si giocherà? Il Boca (a cui eventualmente mancherà Pablo Pérez al quale è stato consigliato ovviamente di non giocare per il problema all'occhio), sta valutando di chiedere i 3 punti a tavolino. Come successe nel celebre episodio del 2015, quando alla Bombonera i tifosi Xeneizes spruzzarono gas pimienta contro i giocatori del River, e la gara venne vinta con uno 0-3 dai Millonarios. Il regolamento dice che "il club di casa è responsabile di ciò che accade nello stadio e nei pressi di esso", anche se ciò, non implica un'automatica perdita dei punti, ma anche altri tipi di sanzione. Si tratta di una situazione in continua evoluzione, rimanete sintonizzati. Noi ovviamente speriamo che "lo show continui" come ha detto Gallardo, ma ciò deve avvenire senza questi episodi che fanno male, malissimo, al calcio argentino e sudamericano.