Copa Libertadores, tutto quello che c'è da sapere del ritorno della finale più importante della storia

24.11.2018 13:30 di Samuele Altomare   Vedi letture
Copa Libertadores, tutto quello che c'è da sapere del ritorno della finale più importante della storia

Ci siamo gente, ci siamo. Questa sera conosceremo la regina del Sudamerica. Sapremo chi avrà guadagnato la gloria eterna, il Paradiso, chi l'eterna vergogna, l'Inferno. Ultimi 90 minuti (o forse più) di questa magnifica Copa Libertadores, dell'ultima doppia finale nella storia della competizione. Di un altro (in questo caso fortunatamente non ultimo) capitolo, il più importante, della strabiliante, odiata e immortale rivalità tra River Plate Boca Juniors. Una partita talmente importante che Argentina e Uruguay non hanno convocato giocatori dei due club nella sosta delle nazionali della scorsa settimana. Un evento questo, a cui assisterà anche il presidente FIFA Gianni Infantino. Già all'andata, con teatro La Bombonera, le due squadre ci hanno regalato una partita fantastica, conclusasi con un 2-2: al vantaggio di Wanchope Ábila aveva risposto dopo pochi secondi Lucas Pratto; successivamente, nuovo vantaggio con il Pipa Benedetto e nuovo pareggio con autogol di Izquierdoz. Per la gara del Monumental (ore 21, tutti connessi) l'arbitro sarà l'urguayano Andrés Cunha, con al VAR il connazionale Leodán González. In una partita del genere, anche la scelta sull'arbitro ha fatto discutere, principalmente i tifosi Xeneize. Cunha è stato infatti l'arbitro della semifinale Grêmio-River, conclusasi con un rocambolesco 2-1 in rimonta per la Banda, con un rigore sul finale. In caso di pareggio ci saranno i supplementari, e ricordiamo inoltre anche che non vale la regola della rete segnata in trasferta, visto che siamo in finale: per vincere bisogna fare (almeno) un gol in più dell'avversario.

Qui River Plate: il 2-2 dell'andata sembra leggermente favorire la Banda; non per i gol segnati in trasferta, come spiegato prima, ma semplicemente per l'aria di casa. In quel Monumental per il quale i tifosi sembra stiano preparando uno dei più incredibili recibimientos nella storia del club; e, per chi segue il calcio sudamericano, solitamente nelle grandi occasioni sono già qualcosa di "leggermente" spettacolare. Rendere ancora più dorato il ciclo Gallardo non era un'impresa facile, ma i Millonarios hanno l'occasione per farlo. Il tutto, senza Gallardo. El Muñeco come ben sapete è stato squalificato per 4 giornate, dopo non aver rispettato la precedente squalifica ed essere sceso negli spogliatoi contro il Grêmio; la dirigenza Riverplatense ha provato a fare ricorso, ma la CONMEBOL ha rifiutato. In panchina dunque siederà nuovamente Matías Biscay, il fidatissimo collaboratore di Napoleón. Questo ai tifosi dovrebbe far ricordare qualcosa: sempre causa squalifica di Gallardo, Biscay guidò infatti il River nell'epica vittoria per 3-0 contro il Tigres del 2015, che portò la Libertadores a Núñez. Tanti i dubbi in casa River. Che purtroppo sa già dell'assenza di due pedine fondamentali in attacco: Nacho Scocco (come per l'andata) non ce la fa a recuperare, mentre Rafael Santos Borré si è fatto ammonire all'andata, ed era diffidato. Sono state tantissime le soluzioni provate dal Muñeco in settimana: dalla possibile conferma della difesa con 3 centrali dell'andata, con (Lucas Martínez Quarta, Maidana e Pinola), a Juan Fernando Quintero e il Pity Martínez dietro a Pratto, all'attacco a due punte con Pratto e Rodrigo Mora. Al momento invece, con buona pace di Martínez Quarta, Quintero e Mora, il ruolo da titolare sembra averlo conquistato Nacho Fernández. Il modulo varia dal possibile albero di natale con Nacho e il Pity alle spalle di Pratto (Martínez con la sua qualità e Fernández con la sua bravura negli inserimenti), a un 4-1-4-1, con i due che andrebbero a fare gli esterni. Come diga davanti alla difesa torna il capitano Léo Ponzio, dopo l'infortunio dell'andata. Attenzione però sempre alle sorprese degli ultimi minuti. Ricordiamo che potrebbe essere all'ultima partita con la Banda il Pity Martínez, nelle ultime settimane accostato all'Atlanta United; inoltre, secondo i media argentini, Exequiel Palacios firmerà con il Real Madrid dopo il match. Il classe '98 potrebbe però rimanere in prestito al Monumental fino alla fine della stagione. Sirene spagnole anche per Gonzalo Montiel, che avrà gli occhi del Valencia durante la gara. Ecco quindi le scelte di Gallardo e Biscay: Armani; Montiel, Maidana, Pinola, Casco; Léo Ponzio; Nacho Fernández (o Quintero), Énzo Pérez, Palacios, Pity Martínez; Pratto

Qui Boca Juniors: per raggiungere l'Independiente a quota 7 Copas. Per la soddisfazione di alzare la Copa proprio in casa del nemico. Per far felici quei 50mila che di giovedì, hanno supportato la squadra nell'allenamento a porte aperte, costringendo poi a chiudere lo stadio perché non vi era più posto. Un appunto su Guillermo Barros Schelotto: se stasera dovesse vincere sarebbe il primo a vincere la Copa sia da giocatore che da allenatore, e questa diventerebbe eventualmente la quinta Libertadores vinta con il Boca. A differenza del River, gli Xeneize nello scorso fine settimana ha giocato, per recuperare la giornata persa durante la finale d'andata. È arrivata una vittoria per 1-0, contro il Patronato, grazie ad un gol di Cristian Espinoza. Più che per il risultato, la partita è stata parecchio importante che alcuni giocatori hanno dato a Schelotto. Tra questi principalmente il ritorno di Esteban Andrada, che quasi sicuramente tornerà titolare stasera al posto di Rossi (molto positivo comunque all'andata), e una gran partita di Tévez. L'Apache potrebbe essere la mossa a sorpresa del mellizo; proprio quell'Apache, che sa già colpire al Monumental. Due esempi? Il famosissimo Gallinazo del 2004, e un gol nel 2006 mentre vestiva la maglia del Corinthians. Con la formazione però andiamo con ordine. Nessuna sorpresa a difesa, mentre i ballottaggi iniziano tra il centrocampo e l'attacco. Ricordiamo che non ci sarà Cristian Pavón, uscito per infortunio nella partita d'andata; le alternative però non mancano certamente. Inizialmente il prescelto sembrava essere Edwin Cardona, ma ora è ballottaggio a tre tra il Pibe Almendra (classe 2000 e dalle ampie prospettive), Mauro Zárate e come detto Tévez. Se dovesse giocare Almendra, Schelotto schiererà un 4-1-4-1: Barrios mediano, Almendra e Pérez mezzeali, con Nández e Villa esterni. Con uno tra Zárate e Tévez la formazione sarebbe invece molto più offensiva, con il prescelto che andrebbe a fare la seconda punta dietro ad Ábila, e Barrios e Pérez coprirebbero in mezzo al campo. Sembra destinato a partire nuovamente dalla panchina il Pipa Benedetto, pronto a entrare come ha fatto in maniera eccelsa dalla semifinale in poi: se il Boca è qui lo deve proprio all'ex Club América, autore di ben 3 gol nei match contro il Palmeiras, e a segno anche nella finale d'andata. Ecco quindi la formazione: Andrada; Jara, Izquierdoz, Magallán, Olaza; Barrios; Nández, Almendra (o Tévez o Zárate), Pablo Pérez, Villa; Ábila