Doping: Clamorosa rivelazione! al Mondiale 2010, 23 atleti trovati positivi. La risposta dell'AFA

23.08.2017 14:06 di Roberto Scannapieco  articolo letto 37 volte
Doping: Clamorosa rivelazione! al Mondiale 2010, 23 atleti trovati positivi. La risposta dell'AFA

La clamorosa indiscrezione fatta filtrare da un gruppo di hacker russi, denominato "Fancy Board", secondo il quale durante il Mondiale 2010 disputato in Sudafrica, la FIFA avrebbe nascosto la positivita' ai controlli antidoping di 23 calciatori, tra cui gli argentini Walter Samuel, Gabriel Heinze, Juan Sebastian Veròn, Carlos Tevez e Diego Milito, ha ovviamente portato subito scompiglio nell'AFA, che ha emanato un comunicato nel quale si chiarisce che il ricorso a medicinali definiti dopanti, fu effettuato nel rispetto delle leggi vigenti, tenendo presente il loro utilizzo autorizzato dal massimo organismo mondiale di calcio. Il Dottor Donato Villani, capo dello staff medico della Selecciòn all'epoca dei fatti, intervistato sulla questione, ha detto che le sostanze proibite usate furono tutte autorizzate con un certificato di eccezione terapeutica. L'AFA da parte sua ha dichiarato che tutti i certificati sono in possesso della FIFA e della WADA, l'Agenzia Mondiale Antidoping. Riguardo i casi specifici, si e' sottolineato il caso di Milito, che affetto da un infezione polmonare cronica, fu curato con un medicinale proibito, che con un certificato congiunto di FIFA e WADA, fu possibile usare. Gli altri casi si riferirebbero ad infiltrazioni articolari, che e' l'unico caso in cui i medicinali che contengono cortisone, sostanza vietata, sono ammessi. Sembra quindi, a livello mondiale, che le rivelazioni degli hacker abbiano sollevato un polverone che con il passare delle ore si va sgonfiando. Resta comunque il problema del doping in generale, per il quale tutte le autorita' sportive devono vigilare, tenendo presente che piu' i tornei sono importanti, a livello economico, piu' ci sono probabilita' che qualche Federazione possa pensare di usare medicinali proibiti.