Nelson Vivas, l'allenatore che ha scelto di essere uomo

29.12.2017 14:16 di Roberto Scannapieco  articolo letto 51 volte
Nelson Vivas, l'allenatore che ha scelto di essere uomo

Il calcio, chi lo gioca, chi fa parte di questo mondo, e' stato sempre tacciato di essere un privilegiato, specie chi, calciatore o allenatore, ha avuto la fortuna di poter girare il mondo, dall'Europa all'Oriente, passando per gli Stati Uniti o il Messico, a racimolare soldi che ingrossano il portafoglio. Pochi sono i posti in cui la famiglia conta più del denaro, come per esempio il Sudamerica, dove si trovano squadre con il palmares dorato, che però non arricchiscono coloro che vi giocano o vi allenano, e forse è meglio così. Un caso arrivato sulle prime pagine dei quotidiani argentini, e' quello di Nelson Vivas, 48enne di Granadero Baigorria. Vivas, ex calciatore di Quilmes, Boca Juniors, Lugano, Arsenal, Celta Vigo, Internazionale e River Plate, nazionale argentino (ha giocato 39 partite con la Selecciòn), ha cominciato ad allenare nel 2006 come vice allenatore dell'Estudiantes LP, per poi continuare con River Plate e San Lorenzo, sempre da secondo. La prima panchina "vera" arriva nel 2013, e' quella del Quilmes, sulla quale siede per 2 anni. Ritorno al Pincha, sempre come secondo, per poi essere promosso alla guida dell'Estudiantes. Nel 2017 l'ultima panchina, quella del Defensa y Justicia, proprio l'ultima, perchè Vivas ha deciso di lasciare la professione di allenatore, e lo ha spiegato in un intervista. Il tecnico aveva avuto delle offerte per allenare in Colombia, Perù e Cile, ed era intenzionato ad emigrare a Santiago del Cile, per allenare l'Universidad Catòlica de Chile. Sta di fatto che parlando con la famiglia, la figlia di 9 anni gli ha implorato di non andare via, ed e' stato allora che e' scattata la molla: il calcio non e' tutto, gli affetti familiari sono più importanti, quegli affetti che molto spesso ha trascurato, per il calcio, che certo, gli ha fatto guadagnare qualcosina più del normale, specie per le esperienze europee, ma che poi molto più spesso chiedono il conto. Vivas ha visto negli occhi di sua figlia quello che non aveva mai visto prima, una vita normale, perchè comunque chi ti guarda, chi ti conosce, sa che sei un privilegiato per la professione che fai. Vivas ha pero' un altro privilegio, quello più importante, una famiglia vera, con cui poter vivere anche senza essere più riconosciuto come calciatore o allenatore.