In Olanda Antony sta dimostrando di che pasta è fatto, ripagando la fiducia dell'Ajax dopo i 16 milioni spesi. Per l'esterno brasiliano fino a ora è una stagione pressoché perfetta, con 8 gol e 8 assist in 22 presenze di Eredivisie. Il gol in Champions League davanti al Midtjylland infine è stata la ciliegina sulla torta, peccato per la qualificazione agli ottavi non centrata. Forse in Europa League potrà esprimere le sue qualità ancora più facilmente.

Le sue qualità però hanno avuto un grande evoluzione, progredendo con il suo arrivo in Europa. È uno dei pochi calciatori sudamericani a risultare nel Vecchio Continente ben più decisivo che nel proprio Paese. Con il São Paulo aveva mostrato solo un talento molto grezzo e ancora incompleto. Tanti dribbling e molte imprecisioni potevano ancora non convincere un grande club europeo a investire su di lui. Un “peladeiro” come i brasiliani indicano i calciatori poco adatti al calcio ad alti livelli.

In maglia tricolor lo si ricorda come uno dei protagonisti della Copinha 2019, un torneo giovanile. Nella finale, vinta ai rigori contro il Vasco, era andato perfino in rete. Invece a livello professionistico, pur rimanendo uno dei migliori “Made in Cotía” (quartiere della sede del São Paulo), oltre a qualche bella giocata e 4 gol in più di 50 partite, ha fornito poco. Grazie a Fernando Diniz in panchina, che rimarcava i suoi errori la scorsa stagione, è cresciuto a dismisura. Ciò lo ha reso pronto per il grande salto.

Ad Amsterdam infatti l'avventura era iniziata benissimo con una doppietta in amichevole, partendo da sostituto. Da quel momento si è esibito solo che in grandi prestazioni, umili e umilianti allo stesso tempo. Non ha più quella mania di saltare l'uomo inutilmente, mostrando comunque la sua eleganza quando possibile. Ora con la sicurezza acquisita sembra quasi Neymar nelle movenze, ma questo ovviamente è un paragone azzardato. Nel Brasileirão o nelle categorie di base invece era solito a provare la stessa tattica per chiunque avesse davanti. Spesso e volentieri perdeva il pallone, annullando così il possesso.

Tra i biancorossi invece si gioca ai tre tocchi, velocemente, fidandosi dei compagni. Un po' come, con le dovute proporzioni, succede con lo stile di gioco adottato dal suo ex allenatore. L'affiatamento con il gruppo è quindi il mattone principale da cui partire nella casa dell'Ajax. E in ciò ha aiutato la conoscenza di David Neres, anche lui são-paulino e di Cotía come Antony. Proprio lui si è cimentato in una canzone (cantando) per accogliere il connazionale, prima del suo arrivo, su richiesta della stessa società. Il “piccolo” pensiero ha sicuramente messo a suo agio il nuovo tesserato.

Tuttavia marchio di fabbrica, ovvero il tiro da destra rientrando a sinistra, è rimasto intatto. La nuova esperienza ha solo ritoccato i suoi difetti e risultati lo fanno notare. Però gli applausi, oltre all'atleta, vanno soprattutto alla dirigenza degli Joden che è stata previdente e paziente. Diniz è stato un grande artista invece a plasmarlo a dovere, nell'ultima parte dello scorso anno. Ora ad Antony non resta che giocare come sa fare, lavorando duro in ogni allenamento, perché di fronte ha un futuro roseo.

Sezione: Brasile / Data: Ven 05 marzo 2021 alle 15:53
Autore: Florind Lucas
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