In clima di campionati statali spesso si sente discutere su quale torneo sia il più divertente da seguire. I derby regionali sono comunque molto avvincenti a qualunque latitudine, aldilà del livello assoluto del calcio di un determinato Stato federale. Tuttavia è innegabile che il Paulistão, il più antico tra tutti con 119 anni di storia, sia quello più seguito. Il calcio paulista in generale è anche il più sviluppato e organizzato di tutto il Brasile.

Per sostenere questa tesi c'è un aspetto che in pochi notano sul Flamengo, campione per la seconda volta consecutiva del Brasileirão. I rossoneri nella propria rosa hanno ben sei componenti, di cui quattro di grande importanza, della rosa di origine paulista, sia per quanto riguarda la nascita sia per la crescita calcistica. Il più importante è Gabigol, icona delle giovanili del Santos e ormai idolo del Mengão.

I trasferimenti tra Santos e Flamengo non finiscono qua, visto l'approdo di Gustavo Henrique a Rio de Janeiro quest'anno a titolo gratuito. L'ex difensore ha incontrato qualche difficoltà in questo primo periodo, spesso criticato giustamente per le sue amnesie. Assieme a Léo Pereira e al giovane Natan. Lui è l'unico neo, seppur con delle doti di base pazzesche, della bandiera del calcio paulista nel Mengão. Rogério Ceni, anche lui un altro paulista, anche se solo di adozione date le sue origini paranaensi, ha preferito perfino rimpiazzarlo con Willian Arão. Questi ultimi è quello con più presenze (228) in maglia flamenguista dell'attuale organico.

L'ex campione del mondo con il Corinthians è un mediano ormai fondamentale per i rossoneri, anche se in passato ha avuto quasi la fama di “talismano”. Il motivo è un gol in Copa Sudamericana 2017 negli ultimi minuti che ha qualificato il Flamengo contro i rivali del Fluminense. Stava per ripetere lo stesso quest'anno in Libertadores con il Racing, passato poi ai rigori. Si è riadattato benissimo nel reparto difensivo, assieme a Rodrigo Caio, venendo paragonato a Virgil van Dijk. Il paragone scherzoso è in virtù dei 7 recuperi di palla e delle 7 intercettazioni in altrettante partite da difensore centrale. Nel mentre ha avuto il tempo anche di segnare una rete decisiva alla terzultima contro la sua ex squadra.

Il suo compagno di reparto Rodrigo Caio ha trascorso invece una vita al São Paulo, venendo anche allenato da Rogério Ceni per un brevissimo periodo. In poco tempo si è ambientato alla Gávea, diventando un tassello importante per trionfare l'anno scorso in Copa Libertadores e quest'anno in campionato. La sua assenza per infortunio si è notata moltissimo con i varchi lasciati dai suoi rimpiazzi Léo Pereira e Gustavo Henrique. La sua precisione nella marcatura come nei passaggi è ciò che ha fatto innamorare di lui l'europeo mister Jorge Jesus. Non a caso può fare e ha già fatto in passato il mediano.

Ritornando al vivaio del Timão, nel Flamengo c'è il miglior trequartista del Brasileirão degli ultimi anni, Éverton Ribeiro. Nonostante abbia fatto la storia con il Cruzeiro, è un prodotto dei bianconeri di Itaquera. Assieme a Diego Ribas, altro ex Santos campione brasiliano nel 2004, e a Diego Alves è uno dei tre capitani della squadra. Nell'ultimo periodo, complici gli acciacchi degli altri due, la fascia è rimasta spesso sul suo braccio. Con i rubro-negros ha già segnato 29 gol e fornito 32 assist. Il suo piede fatato gli è valsa la chiamata di Tite, con tanto di numero 10 sulle spalle, e l'elezione ad autore del gol più bello di quest'edizione del campionato nazionale. Contro il Fortaleza, su un rimbalzo, ha scavalcato il portiere con un pallonetto per poi finalizzare in porta con un colpo di testa lieve.

Sezione: Brasile / Data: Lun 08 marzo 2021 alle 16:57
Autore: Florind Lucas
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