Correva il 1971 quando Sócrates si iscrisse a 17 anni alla facoltà di medicina. In Brasile ancora oggi i ragazzi fanno la maturità a quell'età, più precocemente rispetto agli studenti italiani. Da ricordare che quell'anno a ben 100.000 suoi coetanei fu negata l'università per mancanza di fondi statali e di posti nelle classi. Una volta iscritto, rientrando tra i diplomati fortunati che potettero seguire gli studi, cominciò ad affiancare sport e carriera accademica. Laureatosi e cominciato a lavorare come medico, dopo aver terminato il turno in ospedale alle 17, si fiondava subito al campo di allenamento.

All'epoca giocava nella squadra della sua città, il Botafogo di Ribeirão Preto, oggi militante in Série B. Generalmente anche ad allenarsi era sempre in ritardo rispetto agli altri. Arrivava al campo quando già era buio, cambiandosi senza luci negli spogliatoi. In solitudine correva nell'erba mentre gli altri magari erano già impegnati col pallone. Ovviamente era sempre l'ultimo ad andarsene a casa. Durante il suo periodo da professionista al Fogão ('72-'78) segnò ben 101 gol in 269 partite, secondo il sito della stessa società. Forse le statistiche sono perfino più alte. Quel numero “uno” è sicuramente la segnatura davanti al Corinthians, suo futuro club dove poi divenne una leggenda.

Il 29 maggio 1975 il Pacaembú di São Paulo il Botafogo sfidava il Timão nel Paulistão. Ribeirão Preto dalla capitale federale è distante ben 300 km nonostante facciano parte dello stesso Stato. Per questo motivo Sócrates arrivò appena in tempo per disputare la partita, non riuscendo nemmeno a fare riscaldamento. Dopo aver finito di salvare vite, il trequartista brasiliano si fiondò in corsa contro il tempo per arrivare allo stadio alle 21. Milton “Tiri” Bueno, l'allenatore del Botafogo, previdente aveva mandato a prendere il fuoriclasse con un taxi. Dopo tre ore di macchina, quando mancavano solo 20 minuti all'entrata dei giocatori, Sócrates arrivò a destinazione.

Scusi, sa dov'è l'entrata?” chiese all'autista, che non era mai stato in vita sua allo stadio. Allora andò alla biglietteria e comprò un ingresso per avere l'informazione. Dopo uno scatto per arrivare prima, si presentò ancora col camice al cancello degli spogliatoi dichiarando di essere uno dei giocatori ospiti. Dopo alcuni minuti a convincere lo steward a chiamare il tecnico Tiri, potette andare a cambiarsi. Sempre da solo.

4-1 diceva il tabellone. Il Corinthians aveva dominato con una doppietta di testa di Basilio. Le altre reti arrivarono da una punizione a due del terzino Claudio e da una rovesciata di Ademir. Però gli avversari avevano sperato di sorprendere dopo aver pareggiato al 29' del primo tempo. Geraldão, avendo ricevuto dalla difesa un lancio lunghissimo, non ci pensò due volte a spiazzare il portiere. Colpì il palo, facendo arrivare il pallone a Sócrates che non sbagliò a porta praticamente vuota. Pur perdendo, quell'incontro rimase nella storia per le circostanze riguardanti il Doutor.

Sezione: Brasile / Data: Sab 06 marzo 2021 alle 17:00
Autore: Florind Lucas
vedi letture
Print