Il Brasileirão, come già sappiamo, ha stupito anche nelle quote basse della classifica. O meglio, le quattro retrocessioni avvenute sono state abbastanza annunciate, come quella del Vasco. Tuttavia lo Sport Recife, sulla carta la peggiore delle rose del campionato, è riuscito a controllare il proprio andamento, scampando alla Série B in modo complessivamente tranquillo. Come ha fatto? È ciò che tutti si chiedono.

La stagione era cominciata in maniera disastrosa, sia nella Copa do Nordeste sia nel campionato pernambucano. Se nel primo torneo ha condotto una decente campagna, seppur non così buona, nella competizione casalinga, dove poche sono le compagini competitive, ha dovuto faticare per salvarsi. Entrando nel quadrangolare finale della retrocessione, si è mantenuto in prima divisione per miracolo. La colpa ovviamente ricade tutta sulla cattiva gestione societaria che ha poi causato la mancanza di denaro per pagare gli stipendi.

Il licenziamento, come di norma in Brasile, dell'allenatore Daniel Paulista non è tardato ad arrivare nelle prime giornate del Brasileirão. Al suo posto Jaír Ventura che qualche anno fa stava portando nelle ultime quattro posizioni il Santos di Gabigol e Bruno Henrique, penultimi campioni della Libertadores col Flamengo. Una scelta poco consigliata che ha fornito la giusta carica ai calciatori, adattati per bene allo stile di gioco del tecnico carioca, caratterizzato da tanti contropiedi.

Pur non eccellendo in nessun reparto, gli attacchi veloci e diretti dello Sport hanno fatto la differenza in questa stagione. Alla base c'è stata una difesa molto solida e delle fasce veloci per le ripartenze. Iago Maidana e Patric, assistman della rosa con 6 assist, su tutti hanno fatto registrare dei numeri da centrocampisti. Il primo, difensore centrale con movenze da libero vecchio stampo in prestito dall'Atlético MG, con 6 gol si è laureato capocannoniere della squadra. L'essere il tiratore dei rigori lo ha agevolato. Anche nella fase difensiva ha garantito un buon rendimento davanti alla porta di Luan Polli.

L'ex portiere del Flamengo si era perso, ma a 27 anni, praticamente al debutto in Série A, è rinato. Aveva già giocato due partite in passato con il Figueirense, ma con risultati scarsi. In 31 partite per lui 40 gol subiti, molti sicuramente, ma accompagnati da 10 clean sheets fondamentali, collocandosi settimo nella classifica dei portieri. Nel 2018 era perfino finito a Malta, in seconda divisione, quasi senza speranze di tornare a livelli alti.

Anche Thiago Neves, dopo il fallimento con il Cruzeiro e le difficoltà al Grêmio, ha trascinato il Leão. Ha risolto i problemi di Hernane e degli altri attaccanti, facendo quello che loro avrebbero dovuto fare, quindi gol. In generale ha esaltato le sue qualità di fantasista in questa nuova avventura, cancellando in parte gli ultimi mesi difficili. Per lui 6 gol, 2 assist e le chiavi dell'organizzazione dell'intera formazione in campo da parte di Jaír Ventura. Nelle ultime giornate è stato decisivo con una rete in rovesciata sul Bahia, concorrente diretto in classifica. L'esecuzione perfetta e la conseguente vittoria hanno poi sancito l'inizio dell'ultimo sprint verso la salvezza.

Sezione: Brasile / Data: Dom 07 marzo 2021 alle 17:45
Autore: Florind Lucas
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