Un cecchino con la dinamite e lo Scudetto a Roma, Marcos Assunção

20.04.2020 19:45 di Antonino Sergi Twitter:    Vedi letture
Un cecchino con la dinamite e lo Scudetto a Roma, Marcos Assunção

Per vincere una guerra, una battaglia senza esclusione di colpi per conquistare un trofeo serve la miglior artiglieria possibile da quella leggera fino ad arrivare a quella pesante. L'allora presidente della Roma Franco Sensi sicuramente fornì a Fabio Capello un plotone ben dotato per mettere in campo grinta, classe, tecnica e soprattutto vittorie. Una squadra italo-brasiliana, dal genio di Totti alla corsa di Cafu alla grinta di Emerson fino ad arrivare ai gol di Vincenzo Montella. In mezzo al campo la sorpresa però si chiama Marcos Assunção, calciatore brasiliano reduce da ottime annate tra Santos e Flamengo.

Nativo di Caieiras, Marcos Assunção arriva nella Capitale a soli 23 anni e il primo impatto con il calcio italiano non è semplice. I ritmi, i tempi di gioco, le qualità non sono le stesse di quelle brasiliane ma in patria Marcos si era fatto conoscere per la tecnica e per quella capacità innata di andare a rete con le sue punizioni. Un destro con la dinamite, una precisione da cecchino che nel 1998, un anno prima del passaggio a Roma, gli consento di vestire per la prima volta la maglia del Brasile. Si gioca la Gold Cup mentre sempre nello stesso anno arriva la prima ed unica rete in verdeoro, un gol nel 5-1 amichevole contro la Russia ma non prenderà parte ai mondiali in terra francese.

Arriva a Roma e vince, non il primo anno ma il secondo. C'è anche lui nell'annata trionfale di Fabio Capello culminata con la vittoria dello Scudetto, non ha un ruolo centrale Marcos Assunção e in dodici partite mette a segno due reti. Indimenticabile però nel primo anno un destro secco sotto l'incrocio dei pali contro il Piacenza, roba di alta scuola. Il terzo ed ultimo anno è senza dubbio il migliore, anche dal punto di vista realizzativo. Dopo cinque partite, a Torino riesce ad infilare Buffon e sarà la prima di sei segnature. La Roma va vicina allo Scudetto ma l'esperienza di Marcos Assunção in Italia termina qui, lo aspetta la Spagna.

Al Betis Siviglia c'è Denilson, c'è Ricardo Oliveira ed i suoi calci di punizione sono sempre uno spauracchio per i portieri avversari. Titolare, indossa anche la fascia di capitano e in cinque anni diventa il perno di centrocampo del biancoverdi. Anche alcune esperienze in Arabia fino al ritorno in Brasile dove indossa anche la maglia del Palmeiras. Non ha vinto molto, uno Scudetto ed una Supercoppa in Italia e una Coppa del Re in Spagna ma rimane uno dei migliori destri a cavallo tra la fine degli anni Novanta ed inizio del 2000.